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sabato 2 marzo 2013

LA Psicoterapia





http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/02/psicoterapia-istruzioni-per-luso-3-durata-e-costo-della-terapia/517785/?utm_medium=referral&utm_source=pulsenews



E dire che il precedente articolo mi era molto piaciuto; questo è davvero troppo limitante e, sentendomi chiamato in causa, anche pò sminuente fino ad essere offensivo nei confronti di talune psicoterapie e di taluni psicoterapeuti, me compreso ovviamente.
Ridurre il lavoro con una persona, il cercare di capire assieme ad essa i suoi meccanismi di funzionamento mentale, guardando ciò in cui si manifestano e cioè comportamenti ed emozioni, a mera risoluzione di un sintomo beh....cosa ci chiede il medico?Ah si, i sintomi, per poi darci la "cura".
La psicoterapia è riuscire a modificare ciò che produce il sintomo, che altrimenti si ripresenterà ancora e ancora (la "non guarigione" ma sola "remissione").
Questo non vuol dire per forza anni di terapia o almeno non per tutti è uguale: significherebbe assimilare tutte le persone e tutte le loro personalità...

giovedì 25 ottobre 2012

Depressione "autunnale"


"Come se non bastasse una normale depressione!" potrebbero asserire alcuni...
E in effetti esiste anche questo genere di disturbo dell'umore, di cui moltissime persone soffrono e che viene molto sottovalutato o, all'eccesso, diagnosticato in ogni dove.
Si tratta di uno stato generalizzato di ansia, umore sottotono, tendente al triste e melanconico, alle volte irrequietezza (specie nei bambini) e senso di apprensione, angoscia, mancanza di motivazione ad iniziare le cose, anche quelle nuove.
Vi è poi anche una sintomatologia fisica: senso di stanchezza e spossatezza, insonnia soprattutto "secondaria" - quando ci si sveglia durante la notte e non si riesce a prendere sonno se non dopo ore -, inappetenza o al contrario aumentato senso di fame, calo del desiderio sessuale o difficoltà nell'avere rapporti  sessuali completi.
Ovviamente non devono essere presenti tutti i suddetti sintomi e neppure si deve pensare che se ne presentiamo alcuni, in questo periodo, significa che siamo depressi!!

domenica 27 maggio 2012

Che stress lo stress!



Un termine sicuramente diffusissimo oggigiorno, soprattutto per il tipo di vita che portiamo avanti tutti: piena di impegni, correndo dietro al tempo e con la fretta di "non riuscire a..."
Lo stress, in realtà, non è un qualcosa di negativo in sè: "fisiologicamente" è la risposta di un organismo ad un fattore esterno (reale o immaginario, chiamato stressor) che produce un azione tesa a ridurlo; azione fisica, cognitiva e/o emotiva.
Facciamo un esempio con qualcosa di molto comune: l'influenza!
Quando il virus dell'influeza (stressor) entra nell'organismo produce una risposta da parte del nostro sistema immunitario tesa a ridurre il danno: si attivano le difese immunitarie e l'organismo inizia a mobilitarsi per far fronte al virus. Questa è la prima fase di risposta allo stress.
Questa fase prosegue in quella di "mantenimento": le difese dell'organismo lottano, letteralmente contro il virus per tornare alla situazione di benessere precedente, anche producendo sintomi (la febbre, la stanchezza, ecc.).
Quando l'influenza si risolve e il virus è annientato siamo nella fase conclusiva di risposta allo stress (fase di esaurimento) che ci consente di tornare ad uno stato di salute ottimale.
Cosa accade se questo non avviene? Accade che l'organismo si indebolisce e lo stressor, il virus, produce effetti che non sono più tenuti sotto controllo: l'influenza si complica e diventa qualcosa di più grave.
Queste fasi di risposta agli stressor le viviamo praticamente tutti i giorni; non come risposta ad una malattia ma con la mobilitazione delle nostre risorse cognitive, emotive e comportamentali.

lunedì 31 gennaio 2011

Quel "brutto periodo" che diventa Depressione

A tutti capita di avere delle giornate "storte": giorni in cui sembra che tutto vada male, che tutti ce l'abbiano con noi, giorni in cui non crediamo in noi stessi e ci sentiamo travolti dagli eventi che ci accadono.
Ma poi, spesso e per fortuna, il giorno dopo va meglio o magari già alla fine della giornata, quando tornati a casa ritroviamo le nostre sicurezze e gli affetti che ci fanno stare bene.
Giornate così capitano molto frequentemente perchè non possiamo prevedere e prevenire tutto nella vita..
La variabile X che va storta e, di conseguenza, altera i nostri progetti e il nostro umore c'è sempre.
Ma, aggiungerei, per fortuna che c'è questa variabile X: è anch'essa che ci insegna qualcosa e ci permette di crescere come persone e, soprattutto, le circostanze che ci fanno stare male e ci rattristiscono molte volte ci permettono di godere maggiormente di ciò che ci fa stare bene.
Alle volte capita purtroppo che la giornata "NO" continui anche il giorno seguente e nei successivi anche.
Allora tutto comincia a diventare cupo e grigio; si perde interesse per ciò che prima si trovava attraente e piacevole, la motivazione a fare qualcosa diminuisce e con essa la propria autostima.

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