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sabato 15 gennaio 2011

Essere diversi

Questa bella "favola" l'ho trovata su internet e mi ha commosso abbastanza.
Mi ha fatto riflettere molto sulle possibilità che tutti abbiamo di poter amare incondizionatamente tutti, specie chi ci è vicino e, soprattutto, la possibilità di poter pensare liberamente e senza pregiudizi perchè non sappiamo chi fra coloro che ci sono vicini, in particolar modo, possono portare dentro di sè una sofferenza immensa perchè si sentono diversi ed hanno paura della solitudine..

Il Papavero

Il Sole è un contadino solerte che quando cambia coltura non avverte, egli ama ciò che è variegato e il creato lo vuole assai colorato.
Un di lontano voller colorar un campo di grano e semi diversi mescolò tra essi...
Una famiglia di Spighe vide nascere tra le sue radici un Papavero.
"Che strano?Cosa sei?" Dissero.
E il Papavero nel guardarsi intorno vedendo solo Spighe rispose:
"Sono una Spiga!"
Le Spighe cominciarono a ridere e il Papaverò restò interdetto chiedendo a se stesso:"Cosa avrò mai detto?"
"Quindi saresti una spiga?"
"Credo di si!"
Rispose ora meno sicuro.
"Voi siete Spighe e poichè sono nato tra le vostre "radici", cosa altro potrei essere, se non una Spiga?"
"Tu non sei una Spiga, sei un Papavero!"
Dissero con disprezzo gli altri.
Il Papavero si intristì e dentro se ne morì.
"Ma voi siete la mia famiglia?"
"In famiglia ci si somiglia e tu, seppur con noi intrecci radice, è la tua natura che ti contraddice"
Scese la Notte e il povero Papavero si addormentò piangendo. L'indomani mattina al sorgere del Sole un forte rumore prese a riempire l'aria e il campo di Grano fu interamente mietuto. Il Papavero non ebbe nemmeno il tempo di un ultimo saluto, le Spighe erano tutte sparite.
"Dov'è la mia famiglia?"
Chiese disperato al Sole.
"Anche se mi hanno accolto girandomi il volto, io per loro tanto amore porto."
"Lo so Papavero, in realtà non sono spariti davvero ma oggi è sparita la tua falsa identificazione in qualcosa che non ti somiglia, saranno sempre e sono la tua famiglia ma ora osserva bene questo campo che c'è chi davvero ti somiglia."
Il Papavero si guardò attorno ed ora che nel campo erano sparite le Spighe si ergevano al Sole alti e fieri un mare di Papaveri e nel loro cuore ci vide tanto amore. In quell'istante il Papavero capì di non essere solo e accettò la sua natura finalmente, nel cuore e soprattutto nella mente.
E il Sole disse:
"Il creato è una varietà di colore ma ogni sfumatura si chiamerà Amore, smetti di specchiarti in ciò che non ti somiglia, tu sei diverso ma questa diversità porterà la luce all'umanità. Il diverso altro non è che un colore dell'Universo."
Il Papavero chiuse gli occhi per un istante, le lacrime ormai lo sommergevano e quando li riaprì tutto era ritornato come la sera prima, le sue radici di nuovo intrecciate alle Spighe che continuavano a voltargli la faccia.Ma qualcosa era cambiato dentro di lui, il suo modo di identificarsi e di riferirsi alla Vita.Prese a crescere ergendosi fiero e le Spighe notarono il cambiamento e lo guardarono ammirate dicendo:
"In te brilla una luce davvero bella, tu non sei una Spiga sei un Papavero".
E il Papavero orgoglioso rispose:
"Lo so!Il diverso è un colore dell'Universo."

"Lorenzo ti è piaciuta la favola?"
"Mamma ma non credi che io sia grandicello per ascoltare ancora le tue favole?"
"Non si è mai abbastanza Grandi!"
Rispose la madre nel sorriso.
"Mamma e se io fossi stato diverso come il Papavero?Tu mi avresti girato la faccia come le Spighe?"
"Figlio mio io non ti avrei girato la faccia, perchè l'Amore guarda al cuore e non agli atteggiamente e non alle parole. L'Amore è intuitivo e comprensivo, è apertura mentale anche quando fa male, l'Amore abbatte le frontiere e le persone rende vere non bandiere, l'Amore è quella cosa che con la discriminazione mai si sposa. Io ti avrei amato anche se diverso fossi nato, saresti sempre il mio figlio adorato"
"Mamma io sono gay."
"Lo so amore mio."
Disse la Mamma abbracciandolo forte.

giovedì 2 dicembre 2010

Giornata mondiale della lotta all'AIDS..Chi combatte?

Ieri, 1 Dicembre 2010, è stata la giornata mondiale della lotta all'AIDS...Mondiale!
I vari motori di ricerca non hanno nemmeno messo, nelle loro pagine, il caratteristico fiocco rosso.
Pochi giorni fa è stato celebrato il non so quanti anni di Pippi Calzelunghe e tutti i siti riportavano questa notizia...
Con tutto il rispetto per Pippi, devo ammettere che mi ha rattristito notare quanto poco si è parlato di una cosa così importante come è la salute, la salute mondiale e la salute riferita ad una malattia ancora così potentemente diffusa e mortale.
Ma non voglio star qui a dire quanto mi potrebbe far rabbia e tristezza la politica giornalistica del fare o no pubblicità ad un evento mondiale come quello di ieri.
Quello che vorrei scrivere e, quindi, far passare è l'importanza enorme che deve avere la conoscenza e, di conseguenza, la prevenzione di una malattia come l'AIDS.
AIDS sta per Sindrome da ImmunoDeficienza Acquisita, cioè la perdita, da parte dell'organismo, della sua naturale capacità di difendersi dalle infezioni, a causa della elevata compromissione (immunodeficienza) del sistema immunitario.
Di fatto, per semplificare enormemente, AIDS è lo stadio finale cui può arrivare l'infezione causata dal virus HIV (Virus dell'Immunodeficienza Umana).
Quindi, HIV è il nome del virus, sieropositivo è il soggetto che ha contratto il virus HIV, AIDS è una condizione clinica in cui si manifestano alcune determinate malattie a causa dell'eccessiva compromissione del sistema immunitario.
Fatta questa piccola chiarificazione, mi chiedo e chiedo a tutti: non è forse importante parlare di AIDS, di prevenzione e di supporto psicologico?
Io dico di si e quindi ne parlo. Ne parlo rivolgendomi a tutti, nessuno escluso: vi sono persone che pensano ancora che l'AIDS è la malattia delle persone omosessuali o dei tossicodipendenti.
Sbagliato!
L'AIDS colpisce tutti: l'ultima stima effettuata nel 2008 dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Salute) non differenzia fra omosessuali ed eterosessuali o fra tossicodipendenti e non, così come non lo faceva prima.
Tutti posso egualmente contrarre l'infezione; tutti possono mettere in atto comportamenti a rischio di contagio; tutti possono contagiare a altri se non fanno il test, specie quando sanno di avere comportamenti a rischio.
Ecco perché è importante parlare di AIDS: per fare prevenzione e far capire alla gente l'importanza dei controlli, per tutelare la propria e l'altrui salute.
Spesso, alcuni pazienti mi riportano la gran paura che sta dietro al non voler fare il test.
Paure spesso irrazionali, di un futuro privo di felicità, passato da soli, senza nessuno affianco a causa della malattia.
Paure dei sensi di colpa o pensieri che se fosse positivo il test allora sarebbe come essere già morti!
In molte persone questi pensieri potrebbero far rinunciare a prendersi davvero cura di se stessi effettuando il test.
Le persone, per salvaguardare la propria salute e, quindi, fare prevenzione innanzitutto su se stessi, possono rivolgersi ad uno psicologo, per sbloccarsi dalle eventuali paure che li bloccano e da quei pensieri negativi e irrazionali che paralizzano l'agire e trovare supporto nelle fasi prima e dopo il test.
Evitare una responsabilità come quella del fare il test potrebbe avere conseguenze negative in futuro: depressione, ansia, senso di autostima e auto-efficacia diminuiti potrebbero sorgere nei soggetti sieropositivi che non trovano adeguato supporto psicologico alla loro condizione mentre nei soggetti sani la paura della malattia li può paralizzare nella sfera sessuale e sociale o far si che l'ignoranza su temi come la sieropositività li porti ad avere pregiudizi e terrore/orrore di persone che hanno contratto il virus.
Fare prevenzione ed ottenere un supporto per affrontare serenamente una situazione di salute è un grande segno di responsabilità e amore verso se stessi.
Vivere la condizione di sieropositività "serenamente", evitando di mettere ulteriormente a rischio la propria salute e fugando paure e pensieri negativi irrazionali causati dalla malattia può essere possibile se ci si lascia aiutare da un esperto che possa aiutare ad affrontare la propria malattia.

1 Dicembre 2010 GIORNATA MONDIALE DELLA LOTTA ALL'AIDS: Impariamo a lottare tutti insieme



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